Aprire un eCommerce: budget, costi e come scegliere il preventivo giusto
Aprire un eCommerce oggi può rappresentare una grande opportunità per un’azienda, per un’attività commerciale o per chi vuole sviluppare un nuovo progetto imprenditoriale. Ma c’è una domanda che prima o poi arriva sempre: Quanto costa aprire un eCommerce?
La risposta più corretta è: dipende.
Dipende da cosa si vuole vendere, dal numero di prodotti, dalla struttura del catalogo, dalle funzionalità necessarie, dalla gestione degli ordini, dai sistemi di pagamento, dalle integrazioni, dalla strategia di marketing e soprattutto dagli obiettivi del progetto.
Il problema nasce quando si cerca soltanto il prezzo più basso.
Un eCommerce non è semplicemente un sito con una pagina prodotto e un pulsante “Acquista”. È uno strumento commerciale che deve permettere di presentare prodotti, acquisire clienti, gestire ordini, ricevere pagamenti, organizzare spedizioni e supportare l’attività di vendita nel tempo.
Per questo motivo, quando si decide di aprire un eCommerce, il budget deve essere valutato in relazione al progetto e non soltanto al costo di realizzazione iniziale.
E, proprio per questo, chiedere un preventivo è un’ottima cosa.
Non significa necessariamente dover scegliere subito un fornitore. Significa avere l’opportunità di capire cosa viene proposto, quali attività sono comprese, quali costi bisogna sostenere e quali differenze esistono tra una soluzione e l’altra.
Aprire un eCommerce non significa semplicemente creare un sito
Il primo errore da evitare è pensare all’eCommerce come a un normale sito internet a cui aggiungere un carrello.
Un eCommerce ha una funzione diversa.
Un sito istituzionale ha principalmente il compito di presentare un’azienda, spiegare chi è, quali servizi offre e facilitare il contatto.
Un negozio online deve invece accompagnare l’utente verso un’azione molto precisa: l’acquisto.
Questo cambia completamente il modo in cui deve essere progettato.
La struttura delle categorie, le schede prodotto, le immagini, i filtri, il carrello, il checkout, i metodi di pagamento, le informazioni sulla spedizione, le condizioni di reso e l’esperienza da smartphone devono essere pensati in funzione della vendita.
Inoltre, dopo la realizzazione, il lavoro non è terminato.
Bisogna gestire prodotti, ordini, clienti, promozioni, contenuti, campagne pubblicitarie, email marketing, analisi dei risultati e aggiornamenti.
Per questo aprire un eCommerce è l’inizio di un’attività commerciale online, non la conclusione di un progetto grafico.
Quanto bisogna investire per aprire un eCommerce?
Quando si parla di budget eCommerce, la tentazione è cercare immediatamente una cifra precisa.
In realtà sarebbe più corretto partire da un’altra domanda:
Quanto deve essere strutturato il mio eCommerce per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato?
Un piccolo catalogo con poche funzionalità può avere esigenze molto diverse rispetto a un negozio online con centinaia o migliaia di prodotti, listini personalizzati, più modalità di pagamento, sistemi di gestione del magazzino, integrazioni con software gestionali o attività di vendita particolarmente articolate.
Anche il livello di personalizzazione incide.
Una soluzione standard può essere adatta a determinati progetti. In altri casi, invece, è necessario intervenire maggiormente sulla struttura, sull’esperienza utente, sui processi e sulle integrazioni.
Ma il budget iniziale non dovrebbe riguardare soltanto la costruzione del sito.
Bisogna considerare anche tutto ciò che serve per far funzionare e crescere l’eCommerce.
Hosting, dominio, eventuali licenze o servizi software, realizzazione dei contenuti, fotografia dei prodotti, attività SEO, campagne pubblicitarie, email marketing, gestione tecnica e manutenzione sono tutti elementi che possono entrare nel progetto.
Per questo motivo non esiste un “budget giusto” valido per tutti.
Esiste invece un budget coerente con il tipo di eCommerce che si vuole costruire.
Il rischio di investire troppo poco
Scegliere una soluzione economica non è necessariamente un errore.
Il problema è quando il risparmio iniziale porta a costruire un progetto che non è in grado di sostenere le esigenze dell’attività.
Un eCommerce può essere online e contemporaneamente non essere realmente pronto per vendere.
Ad esempio, può avere una grafica gradevole ma una navigazione poco intuitiva. Può avere prodotti ben presentati ma un checkout complicato. Può essere tecnicamente funzionante ma difficile da gestire internamente.
In altri casi il problema può emergere più avanti: quando aumentano i prodotti, arrivano più ordini, si desiderano nuove funzionalità o diventa necessario collegare il negozio online ad altri strumenti.
A quel punto quello che sembrava un risparmio può trasformarsi in un costo aggiuntivo.
Non significa che per aprire un eCommerce sia necessario spendere cifre elevate.
Significa che bisogna evitare di considerare soltanto il costo iniziale.
La domanda più utile è:
“Questa soluzione mi permetterà di gestire bene il mio eCommerce anche tra uno, due o tre anni?”
Anche spendere troppo può essere un problema
Il ragionamento opposto è altrettanto importante.
Un progetto costoso non è automaticamente un progetto migliore.
Pagare di più non garantisce necessariamente una maggiore capacità di vendita, una migliore gestione o una strategia più efficace.
Prima di accettare un preventivo è quindi importante capire che cosa si sta realmente acquistando.
Se una proposta è molto più alta rispetto ad altre, bisogna chiedersi perché.
Ci sono funzionalità personalizzate?
Sono comprese integrazioni particolari?
È previsto un lavoro SEO?
Sono inclusi contenuti, configurazioni, formazione o assistenza?
Sono previste attività di analisi e progettazione?
Oppure il prezzo è semplicemente maggiore senza che ci sia una differenza concreta nel servizio?
Questo è uno dei motivi per cui chiedere un preventivo per un eCommerce è una buona pratica.
Un preventivo ben fatto permette di mettere a confronto non soltanto i numeri, ma soprattutto le attività comprese nel progetto.
Perché chiedere un preventivo è importante
Molti imprenditori vedono il preventivo soltanto come il documento che indica “quanto costa il sito”.
In realtà dovrebbe essere molto di più.
Un buon preventivo eCommerce dovrebbe aiutare il cliente a capire come verrà sviluppato il progetto, quali sono le attività previste e quali elementi sono compresi.
Dovrebbe permettere di rispondere a domande molto concrete.
Quante pagine o sezioni saranno realizzate?
Come verrà organizzato il catalogo?
Quanti prodotti verranno inseriti?
Chi si occuperà dei contenuti?
Quali sistemi di pagamento saranno configurati?
Come verranno gestite spedizioni e notifiche?
Il sito sarà responsive?
Come sarà gestito il checkout?
Sono previste integrazioni con gestionali, software di fatturazione o strumenti di marketing?
Chi si occuperà della manutenzione?
Cosa succede dopo la pubblicazione?
Più il progetto è complesso, più è importante avere queste informazioni prima di iniziare.
Non confrontare soltanto il prezzo finale
Immaginiamo di ricevere tre preventivi.
Uno propone un prezzo molto basso, uno un costo intermedio e uno un investimento più elevato.
Qual è quello corretto?
Non è possibile rispondere semplicemente guardando le cifre.
Bisogna confrontare cosa comprende ciascun preventivo.
Un’offerta apparentemente più economica potrebbe non comprendere la configurazione di determinate funzioni, l’inserimento dei prodotti, la formazione, l’ottimizzazione SEO, alcune integrazioni o l’assistenza successiva alla pubblicazione.
Un altro preventivo potrebbe includere molte di queste attività.
Per questo motivo il vero confronto dovrebbe essere fatto tra progetti equivalenti, non tra numeri isolati.
È un principio valido non soltanto per un eCommerce, ma per qualsiasi servizio professionale.
Quali informazioni fornire prima di chiedere un preventivo per aprire un eCommerce
Anche il cliente ha un ruolo importante.
Più informazioni vengono fornite all’inizio, più facile sarà ottenere un preventivo realmente utile.
Non è necessario arrivare con un progetto tecnico già definito.
È però importante spiegare almeno:
il settore di attività, cosa si vuole vendere, il numero indicativo di prodotti, il mercato di riferimento, eventuali negozi fisici già esistenti, gli obiettivi commerciali e le funzionalità considerate indispensabili.
Può essere utile indicare anche se si dispone già di fotografie, descrizioni, logo, identità visiva, database clienti o materiale promozionale.
Se l’attività possiede già un gestionale o altri strumenti utilizzati quotidianamente, è importante comunicarlo.
Un eCommerce nuovo potrebbe infatti dover dialogare con sistemi già esistenti.
Anche spiegare chi gestirà il negozio online dopo la pubblicazione è fondamentale.
Il titolare vuole essere completamente autonomo?
Vuole affidare la gestione a un collaboratore?
Preferisce un supporto esterno continuativo?
Sono informazioni che possono influenzare la struttura del progetto.
Il preventivo deve considerare anche la gestione
Questo è uno degli aspetti più importanti.
Quando si pensa ad aprire un negozio online, ci si concentra facilmente sulla fase iniziale: progettazione, grafica e sviluppo.
Ma la vita dell’eCommerce comincia veramente dopo la pubblicazione.
Chi caricherà i nuovi prodotti?
Chi aggiornerà prezzi e disponibilità?
Chi gestirà le promozioni?
Chi controllerà gli ordini?
Chi interverrà in caso di problemi?
Chi analizzerà i dati?
Chi gestirà le campagne?
Chi aggiornerà le pagine?
Un buon progetto dovrebbe essere pensato anche per la gestione quotidiana.
L’obiettivo dovrebbe essere avere uno strumento che l’azienda riesca effettivamente a utilizzare.
In alcuni casi questo significa privilegiare una gestione autonoma e semplice. In altri significa prevedere un servizio di gestione eCommerce continuativo.
Non esiste una soluzione universale.
Esiste quella più adatta all’organizzazione dell’azienda.
Il budget deve comprendere anche il marketing
Un errore molto frequente è investire quasi tutto nella realizzazione dell’eCommerce e lasciare un budget minimo per promuoverlo.
Ma avere un negozio online non significa automaticamente avere visitatori e clienti.
Un eCommerce nuovo deve essere portato davanti alle persone giuste.
In base al progetto possono entrare in gioco SEO, Google Ads, Shopping, Google Merchant Center, social advertising, email marketing, contenuti, campagne promozionali, attività sui social e altre strategie di acquisizione.
Non tutti questi strumenti devono necessariamente essere utilizzati.
Ma è importante considerarli già durante la fase di progettazione.
Un sito costruito senza tenere conto delle esigenze future di marketing può diventare più difficile da promuovere o richiedere interventi successivi.
Per questo, quando si definisce il budget per aprire un eCommerce, è utile distinguere tra:
costo di realizzazione e investimento complessivo per avviare e far crescere il progetto.
Sono due cose diverse.
Un buon eCommerce deve poter crescere
Un altro aspetto da valutare quando si chiede un preventivo riguarda la possibilità di sviluppare il progetto nel tempo.
Un eCommerce appena aperto può avere determinate esigenze.
Dopo alcuni mesi potrebbe essere necessario aggiungere nuove categorie, nuovi metodi di pagamento, nuovi strumenti di marketing, sistemi automatizzati oppure integrazioni con altri software.
Non è necessario prevedere tutto fin dal primo giorno.
È però importante evitare una struttura che renda ogni evoluzione estremamente complessa.
Per questo, nella valutazione di un preventivo eCommerce, può essere utile chiedere:
“Questa soluzione può crescere insieme alla mia attività?”
La risposta non deve essere necessariamente tecnica.
Deve essere concreta.
Bisogna capire quali modifiche saranno semplici da gestire e quali potrebbero richiedere nuovi sviluppi.
Il prezzo giusto è quello coerente con il progetto
Alla fine, quindi, quanto bisogna spendere per aprire un eCommerce?
La domanda resta valida, ma va interpretata nel modo corretto.
Il prezzo giusto non è necessariamente il più basso.
E non è nemmeno quello più alto.
È quello coerente con gli obiettivi, con la complessità del progetto e con le esigenze reali dell’attività.
Un piccolo progetto può richiedere un investimento contenuto.
Un eCommerce strutturato e destinato a gestire numerosi prodotti, ordini e integrazioni avrà naturalmente esigenze differenti.
L’importante è che il budget venga definito partendo da ciò che serve realmente, evitando sia il sottodimensionamento sia funzionalità inutili.
Quanti preventivi chiedere per aprire un eCommerce?
Non è necessario chiedere preventivi a decine di professionisti.
In genere è molto più utile selezionare alcuni interlocutori realmente compatibili con il progetto e fornire a tutti le stesse informazioni.
In questo modo il confronto diventa più significativo.
Tre preventivi, ad esempio, possono già permettere di individuare differenze importanti nella metodologia, nelle attività comprese e nella gestione successiva.
Ma anche in questo caso il numero conta meno della qualità delle proposte.
Un preventivo dettagliato, chiaro e comprensibile è molto più utile di un documento estremamente generico.
Cosa dovrebbe contenere un preventivo eCommerce?
Un preventivo professionale dovrebbe essere sufficientemente dettagliato da permettere al cliente di capire cosa sta acquistando.
Tra gli elementi da verificare ci sono almeno:
- progettazione e struttura del sito;
- design e personalizzazione grafica;
- configurazione della piattaforma eCommerce;
- categorie e struttura del catalogo;
- inserimento e gestione dei prodotti;
- configurazione del carrello e del checkout;
- sistemi di pagamento;
- gestione delle spedizioni;
- adattamento mobile;
- impostazioni SEO di base;
- eventuali integrazioni;
- formazione per la gestione;
- assistenza e manutenzione;
- tempistiche di realizzazione;
- attività comprese ed eventuali attività escluse.
Non tutti questi elementi devono necessariamente essere compresi in ogni progetto.
Il punto è sapere quali sono compresi e quali no.
Attenzione ai preventivi troppo generici
Una voce come:
“Realizzazione eCommerce – € X”
dice molto poco.
Non permette di capire quali attività siano state considerate.
Un preventivo più dettagliato, invece, consente di avere un quadro più chiaro.
Questo non significa che il preventivo debba essere lungo decine di pagine.
Significa che deve essere trasparente.
Il cliente deve poter capire cosa riceverà, quali sono i passaggi principali e quali eventuali costi aggiuntivi potrebbero emergere.
La trasparenza, soprattutto quando si tratta di un investimento importante, è un valore.
Prima del preventivo serve una buona analisi
Un altro elemento da non sottovalutare è la fase che precede il preventivo.
Prima di indicare un costo è utile comprendere il progetto.
Quanti prodotti ci sono?
Come sono organizzati?
Esiste già un catalogo?
Come vengono gestiti oggi ordini e clienti?
Esiste un magazzino?
Quali pagamenti devono essere accettati?
Come vengono gestite le spedizioni?
Quale mercato si vuole raggiungere?
Quali sono i concorrenti?
Quali sono gli obiettivi?
Più queste domande trovano risposta, più il preventivo può essere realistico.
Un prezzo indicato senza conoscere il progetto può risultare apparentemente conveniente, ma diventare successivamente insufficiente.
Aprire un eCommerce: non considerare solo il lancio
Il giorno della pubblicazione è certamente importante, ma non dovrebbe essere considerato il traguardo.
Un eCommerce ha bisogno di essere alimentato, aggiornato e analizzato.
I prodotti possono cambiare.
I prezzi cambiano.
Le stagionalità cambiano.
Le campagne cambiano.
Anche le abitudini degli utenti possono cambiare.
Per questo il budget iniziale dovrebbe essere accompagnato da una prospettiva di medio periodo.
Non significa necessariamente prevedere un grande investimento continuativo.
Significa sapere che la gestione eCommerce è un’attività, non una fase occasionale.
Anche un negozio fisico ha costi di gestione dopo l’apertura.
Lo stesso vale per un negozio online.
Chiedere un preventivo non obbliga a comprare
C’è un ultimo aspetto che vale la pena sottolineare.
Chiedere un preventivo non significa essere obbligati ad accettarlo.
Al contrario, serve proprio a raccogliere informazioni.
Un preventivo può aiutare a capire se il progetto immaginato è realistico, quali funzionalità sono necessarie, quale livello di investimento può essere richiesto e quali attività saranno necessarie per partire.
Può anche aiutare a ridefinire il progetto.
A volte si scopre che alcune funzionalità non sono realmente indispensabili e possono essere rimandate.
Altre volte emerge l’esigenza di investire maggiormente in aspetti che inizialmente erano stati sottovalutati, come fotografie, contenuti, SEO, integrazioni o marketing.
Questo è uno dei motivi per cui chiedere un preventivo per realizzare un eCommerce è un ottimo punto di partenza.
La cosa più importante: partire con un progetto sostenibile
Aprire un eCommerce può essere un investimento molto interessante, ma per farlo bene è necessario partire dalla realtà dell’attività.
Non bisogna chiedersi solamente:
“Quanto costa un eCommerce?”
Bisogna chiedersi:
“Di quale eCommerce ho realmente bisogno?”
Da questa domanda nasce il budget.
E dal budget nasce il confronto tra le diverse soluzioni.
Un progetto ben dimensionato consente di evitare due errori opposti: spendere troppo per funzionalità che non servono oppure risparmiare così tanto da ritrovarsi con un eCommerce difficile da gestire e incapace di accompagnare la crescita dell’attività.
Per questo, prima di aprire un nuovo eCommerce, vale la pena definire obiettivi, catalogo, necessità operative, strumenti di marketing e modalità di gestione.
Poi è il momento di chiedere i preventivi.
Confrontandoli non soltanto sul prezzo, ma soprattutto su ciò che comprendono.
Perché il vero investimento non è semplicemente avere un eCommerce online.
È avere un eCommerce che possa essere gestito bene, promosso, aggiornato e fatto crescere nel tempo.
Un buon preventivo non serve soltanto a sapere quanto costa un eCommerce. Serve a capire come verrà costruito il tuo progetto.